Training Autogeno Imprese Impossibili

training autogeno e ssenziale nei momenti di stress

Una delle esperienze più interessanti narrata da J.H.Schultz, ma anche dal protagonista della vicenda in un suo libro (1996), è quella del dott. Hannes  Lindemann, medico tedesco, che volle attraversare da solo l’Oceano Atlantico a bordo di un canotto e vi riuscì grazie all’aiuto del Training autogeno. Lindemann ha dedicato gran parte della sua attività alla salute mentale, alla gestione dello stress e dell’ansia e all’insegnamento del Training. Appassionato di navigazione aveva già percorso altre rotte nell’oceano cercando di verificare se fosse possibile sopravvivere senza riserve di viveri e di acqua ma non si sentiva pienamente soddisfatto perché alla preparazione fisica cui si sottoponeva, non corrispondeva un’adeguata preparazione psicologica . L’angoscia, il panico e la disperazione provocano in mare più vittime dei disagi fisici e alimentari e, soprattutto fra i naufraghi,  il maggior pericolo è il desiderio di lasciarsi andare e rinunciare alla salvezza. Iniziò così un allenamento intenso con il Training autogeno che lui stesso definì “la mia arma segreta” , cercando di accrescere la fiducia in se stesso e nella realizzazione dell’impresa. Alle formule standard del metodo ne aggiunse alcune con effetto autosuggestivo, che Schultz chiamava proponimenti, e prima fra tutte “Ci riesco”. Ripeteva questa frase continuamente: ”Ci riesco, ci riesco….”, durante gli esercizi  ma anche quando non si allenava, e ogni cosa che faceva aveva un unico obiettivo: realizzare la traversata.

Dopo sei mesi di preparazione fisica e psicologica, sentì che ce l’avrebbe fatta, era arrivato il momento di salpare. La barca era proprio un canotto smontabile di piccole dimensioni, che già da solo rappresentava un alto livello di rischio. Dopo alcuni giorni di bonaccia, si scatenò una tempesta e la barca si rovesciò. Si aggrappò come poteva e, tra il vento e il mugghiare dei flutti oceanici,  sentì emergere dentro di sé il proponimento: “Ci riesco, ci riesco, ci riesco….” che lo guidò e lo sostenne fino al ritorno della calma.

I maggiori momenti di fragilità furono quelli in cui le allucinazioni prevalevano sulla lucidità mentale e le immagini e i suoni inesistenti si confondevano con quelli reali delle onde. Lindemann aveva pensato anche a un altro proponimento perché la mancanza di sonno prolungato dovuta a quel guscio di barca in cui non poteva neppure allungare tutto il corpo poteva provocare un crollo fisico, tenendo conto che i piedi sarebbero dovuti invece rimanere sempre impegnati a mantenere saldo il timone. La formula era “rotta a occidente” e si rivelò preziosa una sera in cui, più di altre, intense allucinazioni emergevano dal suo inconscio. Vide un africano e iniziò a conversare con lui: “Dove stai andando?”, “Dal mio capo”. “E dove si trova il tuo capo?”, ”A occidente”. A quella parola si risvegliò, controllò la rotta e proseguì il viaggio nella giusta direzione.

Il viaggio terminò dopo 72 giorni, sempre seduto ma senza una piccola piaga da decubito nonostante fosse continuamente in contatto con l’acqua salmastra, e da medico si stupì del suo stato di salute. Il Training autogeno aveva diminuito le sue esigenze di sonno, di forze e di calore e lo stato di rilassamento aveva evitato disturbi posturali e sollevato l’umore mitigando angoscia, preoccupazioni e dolori.

Forse nessuno di noi si propone imprese di questo tipo e con questi rischi e lo stesso Lindemann sconsiglia avventure impossibili e gommoni pieghevoli, ma anche le piccole battaglie quotidiane, lo stress e le preoccupazioni giornaliere non sono da sottovalutare. Il rilassamento può veramente esserci d’aiuto nella prevenzione, nel superamento o nell’attenuazione di disturbi fisici e psichici e il Training autogeno è uno dei metodi più efficaci.


Bibliografia:
Lindemann H., Allein  uber den Ozean (Solo attraverso l’oceano), 2° ed.,UllsteinTB, Berlin,1996


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